FESTA DI SAN MARTINO – 11 NOVEMBRE

29/08/2013

Per rievocare la festa di San Martino, bisogna tornare indietro, negli anni del dopo guerra. Una data che potremo definire storica, fu quel lontano novembre 1945. L’euforia della fine delle ostilità belliche si manifestarono anche nel nostro paese. A Masciago già si festeggiava la ricorrenza del patrono San Martino. Le massaie erano indaffarate per preparare il tradizionale pranzo: si portava a cuocere al forno la famosa torta di san Martino, la "torta papina"; l’aria emanava il profumo del pane appena sfornato e dell’oca arrostita. Sulla piazza antistante la chiesetta, le gente si riuniva incuriosita per assistere all’erezione dell’albero della cuccagna; la chiesetta tanto cara ai masciaghesi, addobbata per la ricorrenza aspettava i fedeli per la grande "Messa cantata". Era una festa dove si dava molta importanza al pranzo e alla festa sulla piazza con tante bancarelle con le leccornie per la gioia dei bambini, ma niente di più. Si doveva fare qualcosa di nuovo, per uscire dalla monotonia di quella festa. Ecco un gruppo di volonterosi masciaghesi, reduci dalla guerra, tentarono di organizzare un corteo con soldati e cavalli per ricordare le gesta del tribuno romano Martino. Non doveva essere stata un’impresa facile, per quei tempi, reperire costumi e cavalli, i due personaggi che interpretassero il ruolo di Martino e del mendicante. Ma alla fine ci riuscirono:sfilava per le vie del paese il corteo, la gente assiepata lungo le strade applaudiva quei temerari e pionieri precursori di quello che col tempo diventerà una tradizione. Un personaggio storico fu, e per molte edizioni, le figura del mendicante, interpretata da "el Giota" (Antonio Veronesi), con la sua presenza in mezzo alla sfilata, ricoperto da pochi panni e quasi scalzo anche quando la giornata era fredda. Rimane nei nostri ricordi come colui che in modo convincente e indimenticabile seppe interpretare la parte del poverello soccorso dal tribuno Martino. Furono queste le basi che diedero inizio alla rievocazione storica, grazie a quel gruppo di uomini che volevano fare "qualcosa di nuovo" per "el feston de san Martin". I tempi sono certamente cambiati; altre persone hanno ripreso, in modo più organico, quanto tramandatoci dai nostri predecessori. Per far rivivere il clima della "festa" ci si è dovuti dare un’organizzazione per predisporre nuovi programmi. Confermata la rievocazione storica, che assume ora una dimensione più spettacolare, si aggiungono altre manifestazioni: la sportiva "Caminada" di san Martino per le vie del paese durata venticinque anni, rappresentazioni teatrali dialettali, tante rassegne d’arte nella chiesetta che per anni hanno svolto un ruolo di grande rilievo artistico-culturale,spettacoli per bambini con giocolieri e clown, concorsi a premi riservati agli allievi delle scuole elementari e medie sul tema di San Martino, concerti vocali e di musica classica. Si è sempre alla ricerca di proposte per altre iniziative atte a coinvolgere maggiormente la gente, per mantenere e conservare vive le tradizioni storiche e culturali, frutto di un patrimonio popolare ricco di valori sempre attuali.