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Pubblicato il: 29/07/2010    Segnala pagina su Facebook Segnala
Domenica è stato insignito del prestigioso «Premio Museo Cervi per il Teatro»

«SLOI MACHINE», UNO SPETTACOLO DOC

Proposto con successo anche ai cittadini nell'ultima stagione di prosa

«Sloi machine», uno spettacolo doc

Un prestigioso riconoscimento per uno spettacolo teatrale apprezzato dai cittadini di Bovisio Masciago: "Sloi Machine" domenica è stato insignito del prestigioso "Premio Museo Cervi per il Teatro", nona edizione del Festival di Resistenza, Teatro e Canzone per la Memoria che si svolge a Trento.

Un premio assegnato con votazione unanime che riconosce la bontà del lavoro della compagnia Arditodesìo, portato in scena da Andrea Brunello con la regia di Michela Marelli.

"Abbiamo accolto la notizia con soddisfazione - commenta Giovanni Sartori, assessore alla Cultura - perché "Sloi Machine" l'abbiamo portato anche noi a Bovisio Masciago: era inserito nell'ultimo cartellone di prosa e, il 21 gennaio, ha riscosso un ottimo successo. Inoltre mi piace vedere che tra lo spettacolo premiato e la nostra stagione teatrale c'è un filo conduttore: si tratta di Michela Marelli, regista per "Sloi Machine" e nostra direttrice artistica: a testimonianza del fatto che, pur essendo la nostra prima stagione culturale, ci siamo affidati a gente di qualità".

Nella relazione finale della giuria si legge che "la decisione è maturata sulla base del valore drammaturgico dello spettacolo - che si sviluppa intorno al tema del lavoro, una delle parole chiave di questa nona edizione del festival di resistenza - e delle capacità attoriali dell'interprete. E' teatro di narrazione quello di Andrea Brunello che, senza retorica e moralismo, ci coinvolge profondamente e tocca le nostre coscienze. L'attore in scena, attraverso parole e gesti è riuscito ad essere incisivo, forte nella presenza, determinato nella narrazione e mai presuntuoso. Lo spettacolo ripercorre la drammatica vicenda della fabbrica di Trento e dei suoi rapporti con le istituzioni: pronta ubbidienza da una parte, connivenza, sottovalutazione e monetizzazione del rischio dall'altra. Fino alla catastrofe finale, evitata per un soffio, altrimenti tutti parlerebbero della Sloi (luglio 1978) così come ancora si parla di Seveso (luglio 1976) o di Cernobyl (aprile 1986)".


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