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Pubblicato il: 29/04/2010    Segnala pagina su Facebook Segnala
Il suo nome scientifico è «Heracleum Mantegazzianum»

«PANACE DI MANTEGAZZI», UNA PIANTA PERICOLOSA

L’Azienda sanitaria locale di Monza e Brianza ha lanciato l'allarme per questo vegetale tossico

«Panace di Mantegazzi», una pianta pericolosa

L'Azienda sanitaria locale di Monza e Brianza ha segnalato la presenza sul territorio di una nuova specie vegetale pericolosa: la "Heracleum Mantegazzianum", detta più comunemente "Panace di Mantegazzi".

Questo vegetale è un erbacea esotica che può raggiungere i 2-5 metri di altezza (raramente 7 metri), spesso con macchie rosse e cavi. Foglie profondamente divise, a 3 o 5 segmenti con divisioni meno profonde. I fiori, di color bianco o verde-giallastro, sono organizzati in strutture ombrelliformi che raggiungono 50 cm di diametro. I frutti sono lunghi 10-14 mm e larghi 6-8 mm, obovali (ellittiche), bordati da peli irti.

E' una specie considerata ad elevata velocità di diffusione e che in caso di contatto con la cute causa delle ingenti danni, come ad esempio fitodermatiti.
L'esposizione successiva della cute al sole provoca gravi infiammazioni della pelle (fitofotodermatite) caratterizzate da arrossamenti ed estese lesioni bollose che possono lasciare cicatrici permanenti e/o zone iperpigmentate. Talvolta, può essere necessario persino il ricovero ospedaliero.

Piccole quantità di linfa negli occhi possono causare cecità temporanea o anche permanente.

Si invita pertanto la cittadinanza ad adottare le seguenti cautele comportamentali nel caso di rinvenimento della pianta:

Rimuovere immediatamente le piante dai giardini privati recidendo la zona di crescita della radice a una profondità di 10-15 cm ( Infatti, la radice a fittone, lunga fino a 60 cm, consente alla pianta una crescita rapida e una grande capacità di rigenerazione. I semi conservano la capacità di germogliare per circa 7-15 anni) in marzo/aprile o settembre/ottobre, oppure tagliando le piante a livello del suolo al momento della fioritura che avviene attorno ai mesi di giugno/luglio, indossando adeguati indumenti di protezione per evitare il contatto diretto della cute con la pianta.

Inoltre, si invitano i cittadini a controllare regolarmente ad inizio estate, per almeno 5 anni, le aree di crescita poiché nel terreno è presente una grande riserva di semi che possono generare nuovi germogli.

Nel caso in cui si decida di bruciare la pianta e le sue radici, è opportuno consegnarle ai servizi di incenerimento dei rifiuti. I resti non vanno assolutamente utilizzati nel compost e non vanno smaltiti con la raccolta dei rifiuti verdi.

Ricordiamo ancora una volta di non toccare assolutamente le piante senza protezioni per la pelle.
Nella colonna a destra, in allegato maggiori informazioni riguardo questo vegetale.


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